Il disegno della voluta ionica vitruviana da Salviati e Bertani ai trattati francesi del XVI-XVII secolo: De l’Orme, Goldmann, Perrault, Blondel
Abstract
La voluta, che Vitruvio indica come parte integrante dell’ordine
ionico con proporzioni ‘regolate’, con la sua eleganza ha motivato
molti interpreti cinque-seicenteschi del De Architettura a competere
per fornirne una precisa ricostruzione geometrica. In questa
sfida si cimentarono tra gli altri Barbaro, Palladio, e sopratutto
Bertani, che da resti antichi ricostruisce una voluta a due giri a
passo costante come la spirale Archimedea, e Salviati, che traccia
una voluta a tre giri a passo decrescente verso l’occhio. Tali lavori
trovarono ampia eco nella trattatistica francese, da De L’Orme
a Goldmann, Perrault e Blondel, con raffinate e dettagliate
illustrazioni costruttive; alcuni capitelli di S. Maria in Trastevere
sono fonti frequentemente studiate. L’invenzione di alcuni
strumenti per il tracciamento di curve e la loro approssimazione, e
la notevole interdisciplinarità dei metodi impiegati, come l’analisi
filologica del testo, l’uso accurato del compasso e degli Elementi
di Euclide, la pratica architettonica e la ricognizione archeologica,
sono tra i traguardi di grande impatto sulla storia delle arti e delle
scienze raggiunti da questi autori (soprattutto Goldmann, Salviati
e Bertani). Tale poderoso sforzo cinque-seicentesco, inoltre, ci
introduce ad una miglior comprensione dell’architettura classica
su questo tema.
The volute, which Vitruvius indicates as an integral part
of the Ionic order with ‘regulated’ proportions, with its elegance
motivated many sixteenth-seventeenth century interpreters of De
Architettura to compete to provide a precise geometric reconstruction.
Among others, this challenge was taken by Barbaro, Palladio,
and above all, Bertani, who reconstructed a two-turn spiral with
a constant pitch like the Archimedes spiral, and Salviati, who
traced a three-turn spiral, with a decreasing pitch towards the
eye. These works had a wide echo in French treatises, from De
L’Orme to Goldmann, Perrault and Blondel, with refined and
detailed construction illustrations; some capitals of S.Maria in
Trastevere are frequently studied sources. The invention of some
instruments for the tracing of curves and their approximation, and
the notable interdisciplinarity of the methods employed, such as the
philological analysis of the text, the accurate use of the compass
and Euclid’s Elements, architectural practice and archaeological
survey, are among the milestones of great impact on the history of
arts and sciences achieved by these authors (especially Goldmann,
Salviati and Bertani). This formidable sixteenth-seventeenth
century effort also introduces us to a better understanding of
classical architecture on this theme.
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