La matematica di Vitruvio

Vico Montebelli

Abstract


L’articolo intende studiare la matematica presente nel
De Architectura di Vitruvio con l’intento di indagare le sue
conoscenze in tale campo e il suo atteggiamento nei confronti di
questa disciplina. Ne esce fuori un quadro complesso: da una
parte Vitruvio predilige come bagaglio culturale dell’architetto la
matematica applicata, dall’altra assume una posizione che
possiamo definire “intellettuale”, manifestando apprezzamento
per gli aspetti teorici di questa disciplina e amore per la cultura
umanistica e scientifica. Per quanto riguarda le sue conoscenze
matematiche, l’analisi è condotta prevalentemente su tre temi
presenti nel De architectura: i numeri perfetti nel Libro III,
l’odometro e le macchine semplici, nel Libro X. Dei numeri
perfetti Vitruvio dà una definizione anatomica e una definizione
matematica, nelle considerazioni relative all’odometro assegna a π
il valore 3+1/8; infine per quanto riguarda le macchine semplice
segue la tradizione dei Mechanica dello pseudo - Aristotele,
muovendosi su un piano prevalentemente qualitativo.

 

The article aims to study the mathematics present in Vitruvius’
De Architectura with the intention of investigating his knowledge
in this field and his attitude towards the discipline. A complex
picture emerges: on one hand, Vitruvius favors applied mathematics
as part of the cultural background of the architect; on the other
hand, he adopts a position that can be defined as “intellectual,”
expressing appreciation for the theoretical aspects of this discipline
and a love for humanistic and scientific culture. Regarding his
mathematical knowledge, the analysis is primarily conducted on
three themes present in De Architectura: perfect numbers in Book III,
the odometer, and simple machines in Book X. Concerning perfect
numbers, Vitruvius provides both an anatomical definition and a
mathematical definition. In his considerations regarding the odometer,he assigns the value of π as 3 + 1/8; finally, with respect to simple machines, he follows the tradition of the Mechanica attributed to pseudo-Aristotle, operating mainly on a qualitative level.


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